Questo cammino nella provincia di Sucre, permette di camminare tra le montagne e tra i piccoli villaggi incontaminati della Bolivia. I bambini che giocano per strada e le persone adulte che parlano a mala pena lo spagnolo, perché la loro lingua ufficiale è il “quechua”, trasformano una semplice camminata in qualcosa di magico. E’ un modo per uscire dal caos della città e conoscere la vita delle campagne boliviane.
COME RAGGIUNGERE CHATAQUILA
Chataquila dista circa un’ora e mezza di auto dalla città di Sucre. Ci sono due modi per andare a Chataquila: in pullman, dal terminal interprovinciale di Sucre, o più rapidamente in minivan, dal Mercato Campesino; io ho scelto il “minivan”. Bisogna prendere direzione Potolo e scendere alla cappella di Chataquila, non c’è un orario preciso perché partono quando sono pieni, quindi c’è il rischio di aspettare anche più di un’ora. Il mio consiglio è di andare presto la mattina.
PRIMO GIORNO CAMMINO DEGLI INCA
Il minivan mi ha lasciato proprio davanti all’ingresso del cammino degli inca, che collega Chataquila a Chaunaca, in poco più di due ore sono riuscito a raggiungere il piccolo villaggio. Terminato il sentiero ho dovuto registrarmi e pagare una tassa turistica di 20 bolivianos “circa tre euro”, soldi che ho donato volentieri per la manutenzione del sentiero. Quando sono arrivato nel piccolo villaggio, composto da massimo venti case, era già tardo pomeriggio, quindi mi sono messo alla ricerca di un posto per dormire. Fortunatamente ho incontrato un bambino che mi ha accompagnato all’alloggio comunitario. Il posto si trova vicino alla chiesa del villaggio, è gestito da volontari ed è di proprietà di tutta la comunità di Chaunaca. C’è anche una cucina a disposizione, quindi ho deciso di comprare un po’ di pasta nella “tienda” di fianco all’allocamento ed un sugo di acciughe, erano gli unici due alimenti disponibili, “il pacco di spaghetti era anche l’ultimo”. Quindi consiglio a chi voglia intraprendere questa avventura, di partire da Sucre con una buona scorta di cibo.
SECONDO GIORNO DA CHAUNACA A MARAGUA
Parto dal piccolo villaggio di Chaunaca verso le nove del mattino, per raggiungere Mauraga dove ad attendermi per un saluto ci sarà Cosimo, un amico italiano incontrato a Potosi. La bellezza del paesaggio fa in modo che non accusi la stanchezza, così percorro i tredici km che distanziano i due villaggi in poco meno di quattro ore. Maragua è un villaggio meno popolato di “Garganta del Diablo”, gola del diavolo. Una cascata di circa quaranta metri, fa di Maragua un villaggio più turistico degli altri vicini. Arrivato a Maragua incontro Basilio, un signore che gestisce un alloggio nel villaggio, l’autenticitá e la semplicitá di questo signore mi colpiscono e decido di alloggiare da lui. Riesco ad incontrare e salutare anche Cosimo, che dopo un paio di ore rientra a Sucre, in macchina, per continuare il suo viaggio verso il Brasile.
TERZO GIORNO ARRIVO A QUILA QUILA E RIENTRO SUCRE
Da Maragua dovevo andare a Potolo, ma complice la stanchezza, decido di andare verso Quila Quila, il villaggio più vicino dove si può prendere un bus per Sucre. Il paesaggio che incontro durante il cammino non mi fa impazzire, ma ad attendermi a Quila Quila stanco ed affamato c’è una signora che vende per strada “sopa de mani”, una zuppa classica boliviana fatta di arachidi, verdura e carne di manzo. Noi italiani siamo un po’ scettici a mangiare per strada, ma non penso di aver mangiato una zuppa più buona in tutta la mia vita. Dopo un paio di ore riesco a prendere un minivan che mi riporta a Sucre. Stanco ma felice rientro in città con tanti bei ricordi di questi tre giorni di cammino.